giovedì 23 giugno 2011

L'Amore non va in vacanza.


Ho scoperto che quasi tutto ciò che è stato scritto sull'amore è vero. Shakespeare ha detto: "Il viaggio termina quando gli innamorati si incontrano". Ah, che pensiero straordinario! Io non ho mai sperimentato nulla di neanche vagamente simile a questo, ma sono più che disposta a credere che a Shakespeare sia accaduto. Credo di pensare all'amore più di quanto in realtà si dovrebbe; resto sempre sbalordita dal potere assoluto che ha di alterare e definire la nostra vita. È stato sempre Shakespeare a scrivere "L'amore è cieco". Ecco, questo so che è vero. Per alcuni, del tutto inesplicabilmente, l'amore svanisce. Per altri, semplicemente l'amore è perduto. Comunque l'amore può anche essere trovato, magari solo per una notte. E poi c'è un altro tipo di amore, il più crudele, quello che quasi uccide le sue vittime, si chiama amore non corrisposto. Di quello, io sono un'esperta. La maggior parte delle storie d'amore è fra persone che si innamorano l'una dell'altra. Ma il resto di noi? Quali sono le nostre storie? Quelle di noi che ci innamoriamo "da soli". Noi siamo le vittime dell'amore unilaterale. Noi siamo i disgraziati fra gli innamorati, i non amati, i feriti in grado di camminare, gli handicappati senza il parcheggio riservato.

sabato 18 giugno 2011

Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.


Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.

A.B.

giovedì 4 febbraio 2010

Teach me.


Walking through a green wood without trees

Living on an earth where there are no countries, there’s no war, there’s no peace



Believing in a goddess who’s not able to have fun

Trying everyday to build ladders to reach the sun





In this kind of madness

Please, teach me how to keep myself sane

And I’ll present you with a remedy to your pain

And I’ll be the remedy to your pain





Whitewashing again the walls of my sandcastle

Translating your thoughts into a scribble to draw in pastel



Swimming in honey, in milk, in wine

Tasting your mouth that is more smiling and sweet-smelling than mine





In this kind of madness

Please, teach me how to keep myself sane

And I’ll present you with a remedy to your pain

And I’ll be the remedy to your pain





Shuttering doors and windows ‘cause of the night that is too light

Learning to forget history, to forget what is wrong and what is right



Travelling on clouds which are full of soft but black snow

Sleeping on a mattress made of words that can’t blow





In this kind of madness

Please, teach me how to keep myself sane

And I’ll present you with a remedy to your pain

And I’ll be the remedy to your pain





I’m your remedy

I’m your sane remedy

I’m your remedy


P.U.